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"Generalmente tutta a iurnata dô pani (la giornata del pane) era intrisa di religiosità. Infatti, la massaia iniziava il lavoro facendo un segno di croce che ripeteva quando lavorava l'impasto, quando metteva il sale, quando infornava il pane e chiudeva a' vucca dô furnu (la bocca del forno).
Che il pane fosse considerato cosa sacra si evidenzia dal fatto che si faceva un segno di croce su ogni forma che si iniziava a consumare e che, se qualche pezzetto di pane cadeva a terra, veniva raccolto e baciato; mai si posava sulla tavola una pagnotta capovolta.
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Nella cucina tradizionale siciliana anche il piatto più semplice è una prelibatezza da gustare e centellinare senza fretta: grano duro, pesce eccezionale, carni prelibate, verdure squisite, frutta "solare" e una grande ricchezza e varietà di tradizioni che non ha eguali, dovuta alle varie dominazioni che nel corso dei secoli si sono succedute nell'isola e hanno lasciato ciascuna un'impronta.
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Pane come offerta e dono votivo |
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Il pane di S. Giuseppe, al di là dell'uso alimentare, diventa offerta e dono votivo, strumento di solidarietà e di aggregazione, oggetto di propiziazione e di ringraziamento e suggella momenti di religiosità operativa legata ad un mondo tradizionale. Alla sua forma plastica si attribuisce una funzione religiosa.
Il pane ppê cudduri (i cudduri sono le forme di pane tipico degli altari di S, Giuseppe), che costituiscono l'elemento principale negli altari di S. Giuseppe, si impasta ntâ maidda (nella madia) con farina, acqua tiepida, un po' di sale e u criscenti (il lievito), si lavora e si scana (si lavora) facendo in modo che la pasta resti un po' dura; si plasma come una scultura che ricorda i bassorilievi in pietra del periodo medioevale.
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La pianta fiorisce in primavera e i ficudinnii, di qualità diversa, bianchi, sanguigni, cularussi, muscareddi e panitteri maturano da agosto a settembre. I frutti sono succosi e nutrienti perché ricchi di fruttosio e, in passato, costituivano il cibo quotidiano di molte persone che non potevano permettersi altro. Si raccoglievano al mattino per essere più freschi e perché le spine, ammorbidite dalla rugiada, erano meno pericolose; venivano mangiati soprattutto a colazione.
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