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La cucina delle famiglie contadine e operaie di una volta era rustica e semplice: vi si trascorreva la maggior parte della giornata e tra le sue mura si consumavano gli atti più semplici e più intimi della quotidianità: le discussioni sui problemi della giornata, il lavoro, i figli.
L'ambiente era generalmente costituito da una stanza arredata con poche povere cose (a buffetta - piccolo tavolo rettangolare, a cascia ppa' farina - la cassa per la farina, i firrizza - gli sgabelli di ferula).
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La pianta fiorisce in primavera e i ficudinnii, di qualità diversa, bianchi, sanguigni, cularussi, muscareddi e panitteri maturano da agosto a settembre. I frutti sono succosi e nutrienti perché ricchi di fruttosio e, in passato, costituivano il cibo quotidiano di molte persone che non potevano permettersi altro. Si raccoglievano al mattino per essere più freschi e perché le spine, ammorbidite dalla rugiada, erano meno pericolose; venivano mangiati soprattutto a colazione.
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La raccolta delle olive era un lavoro molto faticoso. Già nel mese di ottobre si cominciavano a raccogliere a mano le olive bianche da mangiare scacciati (scacciate) o da conservare, in salamoia. A novembre iniziava la raccolta vera e propria ccu a scutulata (la bacchiatura), che veniva fatta con un bastone più o meno lungo chiamato virianti con il quale si percuotevano i rami più alti per far cadere le olive; quelle dei rami più bassi si pulicavanu (si raccoglievano) con le mani.
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