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Ricotta e formaggio pecorino |
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Tumazzu ccu lu pani nun è manciari di viddani (Pane e formaggio non è cibo da contadini)
Nel territorio di Leonforte (così come in gran parte dell'isola n.d.r.) i terreni poco fertili, i cosiddetti terri di vavalucieddi (terreni di lumache), venivano sfruttati per pascolo. Anche le terre coltivate, nell'anno di maggese, venivano date a pascolo, non solo a pastori locali, ma anche ad altri che venivano da zone montane come Gangi, Bronte, Capizzi; il compenso al proprietario del pascolo veniva dato in natura.
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Ad ottobre l'uva vendemmiata si metteva dentro i cesti, chiamati cufina, fatti di canni e di salici, e si trasportava con l'asino o il mulo 'ntô parmientu; si pestava con i piedi e si faceva apparmintari per una notte (si lasciava riposare assieme ai raspi), affinché il vino acquistasse corposità e gradazione alcoolica più alta; si trasportava il mosto a casa dentro l'utri e si versava nelle botti o nei carratieddi.
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Mustazzola di ficurignia (dolce a lunga conservazione)
Si setacciano i ficodindia e si fa cuocere il succo fino a ridurlo ad 1/3 del suo volume. Per ogni chilo di questo sciroppo si aggiungono 25 gr di semola, e si continua la cottura fino all'addensamento.
Si uniscono quindi mandorle tostate spezzettate e aromi vari (buccia di arancia, vaniglia, cannella).
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Quel che c'è da sapere sui fichidindia! |
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Dove si trova?
Il fico d'India è presente in America in tutta la Cordigliera delle Ande e nelle Sierre messicane e fu probabilmente introdotto in Europa da Cristoforo Colombo che, di ritorno dalle Americhe, lo porto con sè in Spagna. E' probabile che siano stati i Saraceni ad introdurre questa straordinaria pianta in Italia, nell'827, al tempo dello sbarco di Mazara.
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La pianta fiorisce in primavera e i ficudinnii, di qualità diversa, bianchi, sanguigni, cularussi, muscareddi e panitteri maturano da agosto a settembre. I frutti sono succosi e nutrienti perché ricchi di fruttosio e, in passato, costituivano il cibo quotidiano di molte persone che non potevano permettersi altro. Si raccoglievano al mattino per essere più freschi e perché le spine, ammorbidite dalla rugiada, erano meno pericolose; venivano mangiati soprattutto a colazione.
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La raccolta delle olive era un lavoro molto faticoso. Già nel mese di ottobre si cominciavano a raccogliere a mano le olive bianche da mangiare scacciati (scacciate) o da conservare, in salamoia. A novembre iniziava la raccolta vera e propria ccu a scutulata (la bacchiatura), che veniva fatta con un bastone più o meno lungo chiamato virianti con il quale si percuotevano i rami più alti per far cadere le olive; quelle dei rami più bassi si pulicavanu (si raccoglievano) con le mani.
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