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In Sicilia

Sapori d'altri tempi


FichidindiaLa pianta fiorisce in primavera e i ficudinnii, di qualità diversa, bianchi, sanguigni, cularussi, muscareddi e panitteri maturano da agosto a settembre. I frutti sono succosi e nutrienti perché ricchi di fruttosio e, in passato, costituivano il cibo quotidiano di molte persone che non potevano permettersi altro. Si raccoglievano al mattino per essere più freschi e perché le spine, ammorbidite dalla rugiada, erano meno pericolose; venivano mangiati soprattutto a colazione.

Ppi cogghiri (per raccogliere) i frutti più alti tuttora ci si aiuta con una canna alla cui estremità è legato u cuoppu (sorta di contenitore di latta). I bastarduna costituiscono una qualità più pregiata che si ottiene scutulannu (bacchiando), tradizionalmente per Sant'Antuninu cioè nella prima quindicina di giugno, la prima fioritura e facendo sì che la pianta porti a maturazione la seconda, che avviene in autunno con frutti più grossi e più duri e quindi più commerciabili.

Si conservano a lungo se si ha l'accortezza di raccoglierli con un po' di pala e con la buccia integra e di disporli a un suolu (a uno strato) in mezzo alla paglia in un luogo fresco. La caratteristica malformazione, che a volte fa crescere il frutto del ficodindia dentro la pala, costituisce a palidda che, nei tempi antichi, si conservava, appesa ad un chiodo attaccato sulla parete esterna della casa, ppe picciriddi (per i bambini). Ccu li ficudinnii ( con i fichidindia) quando sono ben maturi si preparano u masticutti e u vinicuottu.

 

Tratto da: "Leonforte - Tradizioni in Tavola Scuola Media "D. Alighieri" - Leonforte