In Sicilia
| Ricette coi fichidindia |
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Si setacciano i ficodindia e si fa cuocere il succo fino a ridurlo ad 1/3 del suo volume. Per ogni chilo di questo sciroppo si aggiungono 25 gr di semola, e si continua la cottura fino all'addensamento. Si uniscono quindi mandorle tostate spezzettate e aromi vari (buccia di arancia, vaniglia, cannella). L'impasto si versa su un piano di marmo ed appena è freddo lo si taglia a rombi (la tradizione vuole le misure 6x4 cm), che verranno esposti al sole per diversi giorni: appena secchi, si avvolgono in foglie di alloro e si conservano in scatole di latta.
Mustata di ficurignia (dolce a lunga conservazione) La tecnica è analoga a quella praticata per fare la "mostarda" d'uva, quel budino preparato con succo d'uva, reso denso da amido o semola, e quindi versato in formelle per essere asciugato al sole. L'unica variante è che al succo d'uva viene unita una certa percentuale di succo di fichidindia (di solito metà e metà).
Conserva di ficurignia (dolce a lunga conservazione) Si mettono insieme in un tegame 10 parti di succo di fichidindia, 4 parti di zucchero o 4 parti di miele: si fa cuocere a fuoco lento, sempre rimestando, fino ad ottenere la tipica consistenza della marmellata.
Gelo di ficurigna (dolce al cucchiaio) In un litro di succo di fichidindia si uniscono a freddo 70 gr di amido; a fuoco lento si rimesta fino a quando inizia appena la bollitura. Si versa in un piatto di servizio e si decora a piacimento.
Torta di fichidindia o bavarese di fichidindia (dolce al cucchiaio) Dolce moderno, che ha per base un cerchio di pan di Spagna che viene annegato in una crema (latte, zucchero, tuorli d'uovo, panna); appena fredda si uniscono sul tutto, a decoro, fichidindia di diversi colori spaccati a metà, versandovi sopra della gelatina trasparente per dare "il lucido". Si passa in frigo. |