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In Sicilia

La cucina dei nonni


cucinaLa cucina delle famiglie contadine e operaie di una volta era rustica e semplice: vi si trascorreva la maggior parte della giornata e tra le sue mura si consumavano gli atti più semplici e più intimi della quotidianità: le discussioni sui problemi della giornata, il lavoro, i figli.

L'ambiente era generalmente costituito da una stanza arredata con poche povere cose (a buffetta - piccolo tavolo rettangolare, a cascia ppa' farina - la cassa per la farina, i firrizza - gli sgabelli di ferula).

cucinaGli elementi più importanti erano il forno (costruito con mattoni e gesso) e la cucina, che, naturalmente, erano alimentati a legna. Le pentole e le padelle solitamente si ap­pendevano alle pareti, e l'unico mobile contenitore della stanza era in genere una nicchia con mensole, ricavata all'interno di una parete (a t'cchiena).

Nelle famiglie più povere, la cucina era, in realtà, l'unico ambiente della casa e comprendeva anche la zona notte, costituita da un letto, separato dal resto della stanza da una tenda. Le cucine delle famiglie più "facoltose" avevano un arredamento più "ricco": il tavolo era rotondo, (u tunnu), e si poteva anche dividere a dû mienzi (due metà) e c'era anche a credenza (la credenza) e alcune nicchie con mensole per i bicchieri e i piatti. La cucina era a vapore, piastrellata con maiolica generalmente bianca e blu, e disponeva di fornelli quadrati per il carbone e circolari per la legna. La fiamma era regolata da un sistema veramente intelligente: le pentole venivano poste su dei ferri rotondi chiamati i circuna, che si potevano aggiungere o togliere per utilizzare pentole di diversa misura.

Naturalmente la cucina costituiva anche spesso l'unica fonte di riscaldamento dell'ambiente ed era, quindi, un elemento polifunzionale di grande utilità. Per il riscaldamento si utilizzavano anche i scarfatura (scaldino di rame) e a coppa o brascera (braciere) sul quale, se c'erano bambini, per protezione si metteva u circu (copribraciere in legno) che nelle fredde e umide giornate invernali serviva anche per asciugare il bucato.

 

Tratto da: "Leonforte - Tradizioni in Tavola Scuola Media "D. Alighieri" - Leonforte